• Dott.ssa Ilaria Fabiano

CORONAVIRUS E RESILIENZA

Le caratteristiche essenziali della resilienza, sul piano psicologico, sono la competenza e il controllo durante la condizione di stress causato dal trauma (far fronte, coping), cui si aggiunge il recupero ma anche la possibilità di un proficuo apprendimento per il futuro: capacità di usare le stesse competenze in ulteriori situazioni di stress, quindi rafforzamento delle difese e delle abilità del soggetto nel fronteggiare le situazioni difficili.

La resilienza comporta quindi una trasformazione del sistema, che non può tornare esattamente come prima ma deve cambiare parti essenziali del proprio assetto: come dovrà avvenire nel nostro mondo nelle fasi post CoViD.

Per questo lo Studio trasforma-mente lavora nell'ottica di trasformare lentamente la relazione con sè stessi e con gli altri, e non da ultimo con il nuovo assetto sociale ed esistenziale che stiamo vivendo.


Alcune attività per incrementare le capacità di resilienza nel periodo pandemico:

cercare di padroneggiare sentimenti ed emozioni; fare piani realistici nella ricerca di informazioni e criteri di comprensione adeguati; sviluppare auto-efficacia e aspettative di controllo interne per fronteggiare attivamente il trauma; evitare di ricorrere a difese negative o soluzioni di “conforto”

ma disadattive, avvalersi dei contesti di supporto.

Al potenziamento delle capacità cognitive ed emotive delle persone va associato quello delle risorse ambientali per il loro supporto. E questo deve avvenire nei diversi ambiti: familiare, scolastico, dei gruppi dei pari, dei servizi sociali e di comunità, in modo da realizzare quella che si definisce resilient community.

La “psiche / soffio vitale” è una realtà sì immateriale ma assolutamente decisiva per l’esistenza quotidiana, per la stessa sopravvivenza, per il wellbeing. E le numerose discipline e sottodiscipline coinvolte lo testimoniano ampiamente. Psicologia clinica, psicologia dell’emergenza, psicotraumatologia, psicodiagnostica, psicoterapia, psicoanalisi, psicosomatica, psiconeuroendocrinoimmunologia, psicologia immaginativa, psicologia sociale, psicologia di comunità, psicologia della salute, psicologia positiva e del benessere, psichiatria, etc.: sono tutte aree scientifiche che – con i loro apparati teorici e pratici, con i metodi e le tecniche di stretta competenza – possono aiutare gli esseri umani, fornendo svariate forme di “aiuto”, sempre nella doverosa consapevolezza di quel che “possono e non possono fare”, di volta in volta, di fronte a “fronti di guerra” sempre variegati e mutevoli.

Quella contro il nuovo coronavirus è una dura lotta. Occorre sopravvivere, far fronte, adattarsi, e in più “resistere”, nonché “cambiare dentro”, in modo attivo, reattivo, proattivo, dinamico, creativo, con un atteggiamento fortemente psico-socio-culturale.

Occorre una innovativa forma mentis al tempo stesso coraggiosa e prudente, anche per gestire le enormi e pesanti conseguenze sanitarie, economiche, sociali, organizzative e politiche derivate da una nuova pandemia che, per essere arginata, va innanzitutto studiata e compresa. Un lavoro paziente ed efficace, un ottimismo razionale ed equilibrato, una speranza misurata e realistica: ecco gli strumenti per gestire la grande sfida, la grande crisi da trasformare in opportunità. Resilienza psicologica vuol dire vivere affrontando problemi ed eventuali traumi, cercando e trovando soluzioni, nonché migliorando se stessi e le condizioni di vita.

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