• Dott.ssa Ilaria Fabiano

L'ADOLESCENZA.... LO TSUNAMI


L’adolescente attacca fortemente l’identificazione con il genitore dello stesso sesso: è la guerra a livello del conflitto edipico.

In altre parole, l’adolescente maschio metterà a dura prova il rapporto con il proprio padre e così l’adolescente femmina metterà a dura prova sfidando il rapporto con la propria madre. Quindi c’è la ricerca da parte del ragazzo/a di nuovi ideali, nuove identificazioni, una nuova morale. Di quì un paradosso: l’adolescente rifiuta le costrizioni delle regole genitoriali, ma si mette alcune volte in costrizioni maggiori aderendo a gruppi di coetanei con regole terribili.

Attualmente le psicopatologie si costituiscono attorno ad un vuoto: anoressia/bulimia, depressioni, bullismo, autolesionismo ( tagli), uso di sostanze…

Si parla di crisi in adolescenza perchè l’adolescente deve fare i conti con un corpo che cambia, che si sviluppa. Come integrare un corpo che da infantile diventa sessuato? Come accettare questo cambiamento? Come farlo accettare all’ambiente familiare?

Inoltre, l’adolescente deve fare delle scelte: scolastiche, professionali… deve capire chi vuole diventare, e per capire chi è deve necessariamente differenziarsi ed allontanarsi dai propri genitori.

Per questo l’adolescente comincia a ridefinire le frontiere, i confini, i suoi spazi. Siccome c’è in corso un cambiamento, probabilmente oscillerà tra forze progressive ( „ Io sono grande“) e forze regressive ( „ necessità a volte del sostegno genitoriale“).

Gli adolescenti devono trovare nuovi mezzi per regolare la loro autostima, poichè ora non sono sufficienti gli sguardi e le approvazioni genitoriali.


Ma come distinguere una normale crisi adolescenziale che è evoutiva da un blocco invece che è patologico?


Bisogna osservare se è presente:


-        Un’inspiegabile difficoltà di apprendimento;

-        Un’inspiegabile incapacità a formare e mantenere relazioni;

-        Impulsività o comportamenti inappropriati: lesioni sul corpo ( tagli), alterazione nel comportamento alimentare ( mangiare troppo impulsivamente, vomitare, rifiuto di mangiare o eccessiva selettività), scatti di ira con condotte antisociali ( trascorrere fuori la notte nonostante proibizioni dei genitori, dai 13 anni; fuggire da casa; furti; distruzione di proprietà; atti di bullismo) ecc.

-        Diffuso sentimento di infelicità;

-        Tendenza a sviluppare sintomi somatici ( mal di testa, mal di stomaco, male alle articolazioni ecc)

-        Tendenza ad avere paure associate alla scuola ( fobia scolare) o a problemi personali ( dismorfofobie, sul corpo e sui caratteri secondari di sviluppo sessuale)


E‘ importante non generalizzare, e non spaventarsi, ma chiedere consiglio e confrontarsi!! L’adolescenza è un momento di passaggio, un processo evolutivo,  e come tale può essere modificato!


La parola chiave è INTEGRAZIONE: il lavoro difficile, faticoso ed incerto a cui l’adolescente e la famiglia sono chiamati a fare è proprio quello di ricostruire una nuova immagine dell’adolescente stesso ( integrando il corpo sessuato, con la sua ricerca di nuove autonomie e una sua identità separata dai genitori) e di rinegoziare i rapporti familiari, modificati dal cambiamento inevitabile che l’adolescenza porta con sè attraverso la pubertà in primis.








Argomenti tratti da:


Jeammet P., „Psicopatologia dell’adolescenza“, ed. Borla, Roma 2004.


Fava Vizziello G., „Psicopatologia dello sviluppo“, Il Mulino, Bologna.


Ammaniti M., „Manuale di psicopatologia dell’adolescenza“, Raffaello Cortina editore, Milano, 2002.


Allain Bracconier, Daniel Marcelli, „ Adolescenza e psicopatologia“, ed. Feltrinelli, Milano, 2006.

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