• Dott.ssa Ilaria Fabiano

LA PATERNITA': spunti e brevi riflessioni


Il sistema sociale odierno ha modificato il ruolo del padre nella società occidentale contemporanea.


Facciamo un passo indietro: a vedere la storia del ruolo del padre…


Il ruolo del padre è fondamentale ma quasi del tutto legato ad elementi di tipo culturale e non biologico. Il padre apprende a rispondere ai segnali del bambino, ed il suo ruolo è influenzato dalla cultura di provenienza.

Se pensiamo al passato, una volta c’era la famiglia patriarcale: erano le donne a prendersi cura dei figli, tutte assime ( madri, nonne, amiche ecc.), mentre i padri non intervenivano nella cura dei figli piccoli, ma sostenevano la famiglia economicamente. Una prima trasformazione si ha nel dopo guerra: i figli cominciano a non vivere più con la famiglia di origine, ma si spostano dalla casa patriarcale per lavorare dove ci sono le industrie. Ancora le donne hanno il ruolo di prendersi cura dei bambini, ma a loro si affiancano le scuole dell'infanzia quindi la scolarizzazione inizia prima. Dalla fine degli anni 70 (inizi 80) il ruolo del padre comincia a cambiare in maniera qualitativa e quantitativa: diventa un compagno di giochi. La sera quando torna a casa non cambia pannolini ma gioca, porta il figlio a vedere partita, lo porta al parco ecc. Il padre si avvicina emotivamente al figlio, anche se la cura primaria viene mantenuta dalla madre. Questo cambiamento è dovuto ad una maggiore equità del ruolo della donna nella società: le donne lavorano al pari degli uomini. Negli Stati Uniti a partire dagli anni 70 si diffonde la famiglia nucleare: formata solo da padre, madre, figli ( uno o due), staccandosi dalle rispettive famiglie di origine. I genitori lavorano, e l’educazione e la cura dei figli viene gestita dai genitori, baby sitter e scuole per l’infanzia in un contesto quindi pubblico. Ecco che i ruoli genitoriali cominciano a cambiare: i padri cominciano a partecipare anche alla cura dei figli, imparano ad accudire, a capire i segnali, perché piange, a cambiarlo, farlo magiare ecc. Ricerche sul pianto dei neonati, evidenziano una differenza tra i ruoli paterno e materno nella gestione del figlio: la madre ha un ruolo più orientato verso il contenimento e l’affettività, mentre il padre orienta verso il mondo, il sociale, le regole e le norme.


I MITI GRECI: COME CAMBIA IL RUOLO DEL PADRE NEL TEMPO…


Il primo mito: l’orda primitiva.

Il padre aveva il potere assoluto: aveva accesso a tutte le donne e poteva disporre dei figli come voleva. In questo mito emerge il trionfo della natura predatoria, tuttavia interrotta dall‘ alleanza fraterna dei figli, per combattere il potere onnipotente del padre.


Il secondo mito: Edipo e Laio.

Laio ha avuto difficoltà ad assumere la propria funzione paterna: abbandona figlio alla nascita. Non ha potuto essere padre perché è un orfano, non ha un modello identificatorio. Il padre che è un terzo rispetto alla coppia madre-bambino, entra nella simbiosi e separa perché vuole riprendersi la propria donna, ricostituendo la coppia, ponendo come terzo il figlio. Il padre con il suo ruolo di terzo segnala anche la necessità di rispettare le generazioni: „ che il figlio torni ad essere figlio, perchè sei qualcosa di altro dalla coppia generativa“. Il padre chiede di rinunciare al principio del piacere rispetto al principio della realtà. La realtà è che la coppia c'è. Il mito insegna che il non rispettare i limiti generazionali e i confini può portare alla distruzione.


Tuttavia il padre non ha solo la funzione di terzo nella coppia madre-figlio, ma anche quella di sostegno, difesa e accoglienza della simbiosi materna nelle prime fasi dopo la nascita del bambino/a. Il terzo mito: Telemaco e Ulisse.

Telemaco è diverso da Edipo ma perché Ulisse è diverso da Laio. Telemaco attende il proprio padre, perché assieme rimetterà ordine nel caos fatto dai Proci. Ulisse è diverso da Laio, perché quando si presenta si definisce padre di Telemaco e non signore di Itaca. Ha integrato la sua identità con quella di essere padre, mettendo quest’ultima come prioritaria. Ha una moglie che non ha bisogno di ingannarlo (Giocasta ha ingannato Laio per restare incinta). Ulisse tenta di non andare in guerra, si finge pazzo perché voleva fare il padre. Nei due miti il rapporto padre-figlio è completamente diverso: il ruolo paterno di Ulisse è segnato dal desiderio di difendere la famiglia.


Nella società contemporanea il ruolo del padre è insidiato da due miti: Narciso e Dioniso. Due versanti complementari dell'abuso di „selfie psichico“:  non si guarda più da dentro a fuori ma si prende come vero solo il fuori. Lo sguardo è su di sè, l'altro non esiste. Ma se non c'è l'altro non c'è neanche il se'. Ecco che nasce il Narcisismo! Il narcisismo del figlio che spesso è riflesso del narcisismo del genitore. L’identità di figlio è congelata e destinata a rimanere un‘ estensione del sè del genitore e non un soggetto autonomo. Dionisio, che è il dio della liberazione dei sensi, della natura primordiale,  dell'ambiguità, del travestimento, ha una natura sessuale maschile ma un‘indole femminile. E‘ il simbolo delle fatiche con cui figli e genitori si confrontano in questo periodo: si torna alla mancanza di limiti del primo mito.








Argomenti tratti da:




„ Paternità in cerca d’autore“, di Graziella Fava Vizziello et al., ed. Elsevier Masson, Milano, 2008.


„ Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre“, ed. Feltrinelli, 2013.


Seminario: „il padre tra ricerca e clinica“, Rovereto, 9 giugno 2017

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